Tina Turner, perché il figlio si suicidò: storia tragica

Un dolore immenso quello della morte di Tina Turner, spentasi a 83 anni: la cantante nella sua vita ha sofferto per il suicidio del figlio Craig

Oggi è un giorno triste per tutti gli amanti della musica a causa della morte di una star internazionale come Tina Turner. La cantante si è spenta all’età di 83 anni nella casa di Küsnacht, vicino Zurigo (Svizzera, ndr), a seguito di una malattia con cui lottava da tempo.

Se ne va una vera e propria diva del Rock’n Roll, ispirazione per tanti artisti che l’hanno succeduta, e conosciuta in tutto il mondo in particolare per The Best, We don’t need another hero e Nutbush City Limits.

La vita della donna non è stata tutta rose e fiori, soprattutto negli ultimi anni, soprattutto a causa della morte di due suoi figli. In particolare il primogenito Craig che si è suicidato nel luglio del 2018.

Come e perché il figlio di Tina Turner si è suicidato

Raymond Craig Turner, come già accennato, si è suicidato nel 2018 a 59 anni. L’uomo, trovato morto nella sua casa di Studio City (California), si sparò un colpo di pistola. Non è stato mai reso noto il motivo di tale gesto, con la famiglia che, nonostante le indagini, si è chiusa da allora nel massimo riserbo.

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Nel 2022 la morte ha colpito anche il secondogenito Ronnie. Stavolta le cause sono da ricondurre al cancro, che l’hanno portato via dall’affetto dei suoi cari in sole tre settimane. L’uomo era un musicista e, in particolare, bassista molto apprezzato.

Craig e Ronnie, per chi non lo sapesse, sono nati da padri diversi. Il primo Tina Turner l’ha avuto a soli 18 anni con Raymond Hill, famoso sassofonista, mentre il secondo con Ike Turner. Quest’ultimo anche lui deceduto nel 2007 per overdose.